2026: la bella scoperta di Bratislava
Bratislava, capitale della Slovacchia, ai confini con l'Austria e l'Ungheria. E l’Austria è veramente vicina vicina, per capirci: un’ora di bus e sei a Vienna, sono in tanti che scelgono di visitarle insieme. La città è circondata da vigneti e dai Piccoli Carpazi ed è attraversata da sentieri boscosi dove si praticano l'escursionismo e il ciclismo. Ma io e la mia amica Stefy ce ne siamo ben guardate, siamo rimaste nel centro, polleggiate dal nostro week end al femminile di chiacchiere e rendiconti, fatto tutto con grande calma, viste anche le temperature quasi impossibili.
Bratislava quindi, here we are.
La città conta 500.000 abitanti circa, ma ha un centro storico piccolino, praticamente comodo da girare come l’intero paese di Bobbio.
Arriviamo nella serata del venerdì, ci accorgiamo fin da subito che non manca di un suo fascino e di un certo fermento frizzantino.
Il centro può essere tranquillamente percorso tutto a piedi: è piacevole passeggiare per gli ampi viali alberati, le piazze e le strade su cui affacciano gran bei palazzi in stile barocco; è lambito dal corso del Danubio (mio Dio che bellezza il Danubio e che emozione vederlo passare sotto di me, mi sentivo persino romantica, io che tendenzialmente scanso un po’ le smancerie…!) ed è dominato dal castello bianco come il latte che non si può non vedere da tanti angolini della città. The castle è interamente ricostruito, situato sulla sommità di una collina che domina la città vecchia e il Danubio, eh già, sempre lui, perché qui la fa veramente da padrone.
Un po’ Vienna, mi dicono un po’ Praga, che ahimè manca ancora nell’annovero delle mie capitali da visitare, insomma: io l’ho trovata bellissima. Probabilmente anche perché le aspettative erano un pelo basse, ma mi ha veramente incantato. Anche solo per il tempo morbido da trascorrerci, due giorni sono più che sufficienti e per una volta non c’era una lista infinita di to do da smarcare per dire: l’ho visto, l’ho fatto, ci sono stato. Niente di tutto ciò: relax e tempo di qualità.
La zona pedonale della città vecchia, risalente al XVIII secolo, è piena di ristoranti locali, bar e caffè. Atmosfera morbidissima, una città che abbiamo percepito assolutamente sicura, tantissimi gli addio al celibato e al nubilato (… probabilmente avvantaggia il costo della vita basso, e, in generale la birra, peraltro ottima, a due euro!).
Gli slovacchi pare vivano bene, lo stipendio medio si aggira su poco più di mille euro e i costi sono circa metà di quelli italiani, 20 euro in un buon ristorante un po' turistico in pieno centro, ricco piatto unico e cibo tipico locale, ma si può trovare anche a molto meno.
Le slovacche sono pazzesche: decisamente belle, visi aggraziati e struttura ossea nordica, toniche e svettanti. Anche gli uomini: curati, spesso tatuati, decisamente meglio vestiti che i poco distanti tedeschi.
Tanto il verde, persino il parco del palazzo presidenziale è pubblico e infinitamente grande, altro che la nostra Galleana, le strade sono piene di ciottoli, meglio una ginnica per camminare comodi.
Tante le patisserie dal gusto vagamente viennese e i negozietti vintage.
Il cibo è carico di grassi, pensato per una città che si muove prevalentemente su temperature fredde, la guida del nostro free guide tour (per me tappa da sempre imperdibile per conoscere usi e costumi della città che visito!) ci ha detto che quest’inverno il meteo è sceso fino a -30. Decisamente sconsigliato quindi avventurarsi per un long weekend con quelle temperature, almeno per la sottoscritta.
Eppoi la caccia alle statue.
Le famose statue di bronzo di Bratislava sono state create per portare allegria dopo la fine del triste periodo del regime comunista (ndr: ma come si fa a non portarsi a casa un pelouche a forma di talpina comunista?!). Negli anni Novanta la città aveva decisamente bisogno di un nuovo volto. Gli artisti locali decisero così di riempire le strade di personaggi simpatici per strappare un sorriso agli abitanti e ai turisti. Come dargli torto. Le sculture sono a grandezza naturale e si trovano proprio in mezzo alla strada o comunque facilmente individualbili. Mi ha rubato il cuore Čumil (il cosiddetto Guardone), direi l'opera più famosa. Rappresenta un operaio che sbuca da un tombino. Si dice che toccare il suo cappello porti molta fortuna, o comunque tanti soldi entro l’anno (vedremo…?!).
Ode a Maria Teresa d’Austria. La mitica sovrana che qui ha rivoluzionato il sistema della cultura, dell’istruzione e della sanità, apportando modifiche all’avanguardia e migliorative tutt’oggi talora ancora in uso. 16 figli: tanto per dirne una, la celeberrima Maria Antonietta - che brutta fine che ha fatto poveretta, lo so, lo so, ma a me alla fine stava simpatica.
Consiglio di salire su uno dei tanti punti panoramici, noi abbiamo scelto la torre di San Michele, la città dall’alto coi tetti rossi è bella davvero. Ci sono altri punti da cui ammirare la vista panoramica sulla città, magari con sfondo Danubio, occorre spostarsi un po’ dalle vie principali del centro storico per un affaccio più ad ampio raggio.
Week end facile e gradevolissimo per uno stacco veloce dal quotidiano.